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Pubblicata la norma UNI 11347:2015. Programmi aziendali di riduzione dell’esposizione a rumore nei luoghi di lavoro.

In vigore dal 12 febbraio  2015 la nuova norma UNI 11347:2015. Tale norma sostituisce il rapporto tecnico UNI/TR 11347:2010.

La nuova norma specifica come indicare gli interventi tecnici e organizzativi che vengono adottati dall’azienda per ridurre l’esposizione al rumore nei luoghi di lavoro nonché come identificare le aree di lavoro a maggior rischio al fine della loro delimitazione/segnalazione/restrizione all’accesso, così come richiesto dalla legislazione vigente, attraverso la redazione di un programma aziendale di riduzione dell’esposizione (PARE) al rumore.

Ricordiamo che il D.Lgs 81/08 richiede il miglioramento delle condizioni relative ad aspetti igienico sanitari e di sicurezza dei luoghi di lavoro, ed in particolare anche nel caso di esposizione a rumore qualora questa ecceda, come livello equivalente giornaliero (LEx,8h) o settimanale (LEx,w),  gli 85 dB(A).

 

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I modelli semplificati per la stesura dei PSC, POS, PSS e FO.

CantiereCon decreto interministeriale (Lavoro e Politiche Sociali, Salute, Infrastrutture e Trasporti) datato 09/09/2014 sono stati pubblicati i modelli di Piano di sicurezza e coordinamento (PSC), Piano operativo di sicurezza (POS), Piano sostitutivo di sicurezza (PSS) e Fascicolo dell’opera (FO) che possono essere utilizzati per la stesura degli stessi in relazione ai cantieri in cui è applicabile il Titolo IV del D. Lgs 81/08. L’adozione di tali modelli non è obbligatoria conseguentemente il singolo soggetto responsabile della redazione verificherà se ritenere opportuno o meno l’adozione dei modelli, che costituiscono comunque un utile riferimento.

Il decreto, con i relativi modelli in allegati, è scaricabile alla pagina download.

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La casa di un lavoratore a domicilio non è un luogo di lavoro

La Commissione per gli interpelli, con lettera prot. 37/0018696/MA007.A001 del 24/10/2013, in risposta ad istanza di interpello presentata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri che poneva la domanda se per i lavoratori a domicilio il datore di lavoro dovesse provvedere a formare i suddetti lavoratori secondo le richieste del D. Lgs 81/08, dell’accordo Stato Regioni del 21/12/2011 e se dovesse essere somministrata la formazione per il primo soccorso e per l’antincendio,  ha fornito le seguenti indicazioni:

  • il domicilio del lavoratore non è considerato luogo di lavoro, ai sensi dell’art. 62 del D. Lgs 81/2008
  • il datore di lavoro è tenuto a fornire adeguata informazione e formazione dal lavoratore a domicilio nel rispetto di quanto previsto dall’accordo Stato-Regioni del 21/12/20011 e non anche quella specifica per il primo soccorso e l’antincendio

Nell’interpello è inoltre richiamato l’art. 3 comma 9 del D. Lgs 81/08 che prevede per i lavoratori a domicilio l’applicazione degli obblighi di formazione di cui agli art. 36 e 37 del D. Lgs 81/08, la fornitura di d.p.i. in relazione alle mansioni assegnate nonché, nell’ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per tramite di terzi, che tali attrezzature siano conformi alle disposizioni di cui al titolo III del D. Lgs 81/08.

Si fa presente che all’art. art. 69 del titolo III del D. Lgs 81/08 si intende per  attrezzature di lavoro  “qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto, inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti necessari all’attuazione di un processo produttivo, destinato ad esser usato durante il lavoro“.

Per scaricare il testo integrale dell’interpello del 24/10/2014 vai alla pagina download.

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