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La mancata collaborazione con gli Organismi Paritetici in materia di formazione non è sanzionabile

Con nota del 08 giugno 2015 il Ministero del Lavoro ha chiarito che la formazione dei lavoratori, pur se avvenuta senza la prescritta collaborazione degli Organismi Paritetici, non è sanzionabile in quanto ciò non costituisce giustificazione per contestare l’inadeguatezza e l’insufficienza della formazione stessa, poiché riguardante aspetti meramente formali.

Lo scrivente, preso atto della nota, e condividendo in toto il punto di vista del Ministero del Lavoro, evidenzia che, in caso di mancanza di collaborazione può comunque, giustificatamente,

per altri motivi, essere contestata l’inadeguatezza della formazione, se rilevabile sostanzialmente in corso di accertamento da parte degli organi di vigilanza.

Per contro, l’aver ottemperato alla richiesta di collaborazione con gli Organismi Paritietici, dovrebbe assicurare la conformità della formazione in termini di adeguatezza e sufficienza, qualora gli stessi OOPP non abbiano mosso rilievi.

Il consiglio è pertanto di rispettare le richieste di legge e di continuare  a richiedere la collaborazione agli OOPP.

Per scaricare la nota del ministero vai alla pagina download.

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Oltre 6000 cancellazione attuate dal registro nazionale dei medici competenti

Cancellazione attuate dal registro nazionale dei medici competenti per i medici che non hanno inviato attestazione di avvenuto aggiornamento professionale (crediti ECM previsti dall’art.38 comma 3 D. Lgs 81/08).

I datori di lavoro sono tenuti a verificare se il loro Medico Competente è nell’elenco.
L’elenco è consultabile al seguente indirizzo:
http://www.salute.gov.it/MediciCompetenti…/ricercaMedici.jsp

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Pubblicata la norma UNI 11347:2015. Programmi aziendali di riduzione dell’esposizione a rumore nei luoghi di lavoro.

In vigore dal 12 febbraio  2015 la nuova norma UNI 11347:2015. Tale norma sostituisce il rapporto tecnico UNI/TR 11347:2010.

La nuova norma specifica come indicare gli interventi tecnici e organizzativi che vengono adottati dall’azienda per ridurre l’esposizione al rumore nei luoghi di lavoro nonché come identificare le aree di lavoro a maggior rischio al fine della loro delimitazione/segnalazione/restrizione all’accesso, così come richiesto dalla legislazione vigente, attraverso la redazione di un programma aziendale di riduzione dell’esposizione (PARE) al rumore.

Ricordiamo che il D.Lgs 81/08 richiede il miglioramento delle condizioni relative ad aspetti igienico sanitari e di sicurezza dei luoghi di lavoro, ed in particolare anche nel caso di esposizione a rumore qualora questa ecceda, come livello equivalente giornaliero (LEx,8h) o settimanale (LEx,w),  gli 85 dB(A).

 

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I modelli semplificati per la stesura dei PSC, POS, PSS e FO.

CantiereCon decreto interministeriale (Lavoro e Politiche Sociali, Salute, Infrastrutture e Trasporti) datato 09/09/2014 sono stati pubblicati i modelli di Piano di sicurezza e coordinamento (PSC), Piano operativo di sicurezza (POS), Piano sostitutivo di sicurezza (PSS) e Fascicolo dell’opera (FO) che possono essere utilizzati per la stesura degli stessi in relazione ai cantieri in cui è applicabile il Titolo IV del D. Lgs 81/08. L’adozione di tali modelli non è obbligatoria conseguentemente il singolo soggetto responsabile della redazione verificherà se ritenere opportuno o meno l’adozione dei modelli, che costituiscono comunque un utile riferimento.

Il decreto, con i relativi modelli in allegati, è scaricabile alla pagina download.

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La casa di un lavoratore a domicilio non è un luogo di lavoro

La Commissione per gli interpelli, con lettera prot. 37/0018696/MA007.A001 del 24/10/2013, in risposta ad istanza di interpello presentata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri che poneva la domanda se per i lavoratori a domicilio il datore di lavoro dovesse provvedere a formare i suddetti lavoratori secondo le richieste del D. Lgs 81/08, dell’accordo Stato Regioni del 21/12/2011 e se dovesse essere somministrata la formazione per il primo soccorso e per l’antincendio,  ha fornito le seguenti indicazioni:

  • il domicilio del lavoratore non è considerato luogo di lavoro, ai sensi dell’art. 62 del D. Lgs 81/2008
  • il datore di lavoro è tenuto a fornire adeguata informazione e formazione dal lavoratore a domicilio nel rispetto di quanto previsto dall’accordo Stato-Regioni del 21/12/20011 e non anche quella specifica per il primo soccorso e l’antincendio

Nell’interpello è inoltre richiamato l’art. 3 comma 9 del D. Lgs 81/08 che prevede per i lavoratori a domicilio l’applicazione degli obblighi di formazione di cui agli art. 36 e 37 del D. Lgs 81/08, la fornitura di d.p.i. in relazione alle mansioni assegnate nonché, nell’ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per tramite di terzi, che tali attrezzature siano conformi alle disposizioni di cui al titolo III del D. Lgs 81/08.

Si fa presente che all’art. art. 69 del titolo III del D. Lgs 81/08 si intende per  attrezzature di lavoro  “qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto, inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti necessari all’attuazione di un processo produttivo, destinato ad esser usato durante il lavoro“.

Per scaricare il testo integrale dell’interpello del 24/10/2014 vai alla pagina download.

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